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Divulgazione Scientifica    
       

 

 
 

PROGETTO DI RESTAURO DELLA CHIESA SANTA CATERINA DI CONDOJANNI.


 

LA STORIA DELLA CHIESA.


La storia della chiesa è molto antica risalendo la stessa probabilmente al duecento o al trecento. I primi atti documentati che la riguardano sono nell'Archivio Segreto del Vaticano e sono datati all'inizio del cinquecento.

 

Dalla metà del cinquecento il patronato era di proprietà dei Biamonte, di Condojanni mentre già all'inizio del seicento passò ai Franco, famiglia sempre di Condojanni.

 

Nel 1617, alla morte di Elisabetta Franco, il patronato passò ancora di mano tramite eredità e matrimoni e fu conteso dalle famiglie Callumi, Lombardo e Falcomatà.


Il Vescovo dell'epoca saggiamente fece giungere le famiglie ad un accordo secondo il quale lo jus presentandi avrebbe dovuto essere presentato alternativamente dai Lombardo e dai Callumi. In questo modo le famiglie, nuovamente pacificate, andranno avanti per circa mezzo secolo.

 

Presto però sia i Callumi che i Lombardo si estinsero nella linea maschile e i diritti sulla chiesa passarono cosi alla metà del ‘600 per linea femminile alla famiglia Mollica. Elisabetta Lombardo, infatti, aveva sposato nel 1640 Carlo Mollica  ed avevano avuto numerosi figli tra cui Domenico che era diventato sacerdote e Tommaso.

 

Sfruttando lo jus presentandi i Mollica nel 1674 fecero diventare Domenico Mollica parroco di Santa Caterina mentre suo fratello Tommaso ereditava i diritti patronali. Dopo Tommaso i diritti passarono al figlio Giacomo mentre circa dal 1704 al 30.06.1746 fu parroco un nipote chiamato, allo stesso modo, Giacomo Mollica. Si susseguirono poi due parroci, Domenico Speziale e Giovanni Battista Callipari, fino al 1771 anno di definiva soppressione della parrocchia. Da allora la piccola chiesetta rimase fino ad oggi, in stato di semi-abbandono tranne un tentativo di restauro nel 1925 da parte della famiglia Murdaca.

 

SITUAZIONE ODIERNA

 

La chiesa di Santa Caterina è, oggi, in situazione di decadimento totale. Il tetto è ormai crollato da diversi decenni e i resti caduti si trovano all’interno della chiesa, impedendo finanche il camminare nell’edificio.


Conseguenza del crollo del tetto, è che l’intonaco sia all’interno che all’esterno dell’edificio è completamente stato divelto dagli agenti atmosferici. Non erano presenti pitture murali e dunque, fortunatamente, non c’è stato un danno artistico, ma il muro fatto di pietre e materiale di risulta è quasi completamente scoperto.


Gli arredi sacri, compresi gli altari, sono stati trafugati. Ignoriamo se vi fossero all’interno della chiesa banchi, tele o altri oggetti. Oggi però non vi è più assolutamente nulla. Solo le nude mura.   


La porta principale di manifattura semplice è rotta completamente consunta. Il pavimento, fatto in settecenteschi mattoncini rossi è ricolmo, oltre che del materiale di crollo, di piante ed erbacce cresciute per l’incuria.

 

Il piccolo campanile a vela è danneggiato e in parte crollato. Le campane sono state asportate da tempo immemore e nessuno sa dove siano. Il sagrato è stato quasi completamente distrutto.


Tutto il complesso è in evidente stato di abbandono che dura ormai da parecchi decenni.

 

IL NOSTRO IMPEGNO

 

Lo stesso amore che ci muove per la storia della nostra famiglia e per il nostro territorio oggi ci fa riflettere sulla possibilità di salvare la Chiesa di Santa Caterina, che un tempo fu di patronato della nostra famiglia e che è oggi un patrimonio dell’intero territorio da tutelare.


Ristrutturare questo sito significa interrompere quel processo di oblio che, andando avanti cosi, cancellerà tutti i segni del nostro passato. Sappiamo benissimo che le cose umane sono caduche e fatte per avere una fine. Questo però non significa che con il nostro comportamento o le nostre non-scelte dobbiamo accelerarne la fine.

 

Nell’ottica dell’analisi sopra riportata si inserisce il progetto  di recupero della chiesa di Santa Caterina di Condojanni. Il progetto mira in primo luogo alla ristrutturazione e al consolidamento dell’edificio ex parrocchiale. Le prime spese saranno effettuate per la rimozione del materiale da crollo e del materiale tutt’oggi pericolante. In una seconda fase si procederà con il rifacimento del tetto, che sarà ripristinato secondo l’uso antico, ossia senza cambiare l’idea di chi progetto e costruì la chiesa. La nostra idea è un recupero senza alterare, poiché desideriamo che la struttura arrivi esattamente come era in passato fino alle prossime generazioni.

 

In secondo luogo il nostro impegno è finalizzato alla creazione, accanto alla chiesa, di un museo permanente del territorio. Attualmente la nostra idea è quella di creare un museo documentale e fotografico.

 

Il vescovo di Locri - Gerace S.E. Mons. Giancarlo Bregantini per questi motivi ha concesso in comodato d'uso alla "Fondazione Bedini - Staltari" la chiesa di Santa Caterina a Condojanni.


STATO DEL PROGETTO:

 

Il castello di Condojanni

 

 

 
     

I PROGETTI DI TUTELA DEL PATRIMONIO:

 

 
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